A due mesi dalle riaperture si nota un lento recupero del numero dei visitatori, ma siamo ancora lontani da una netta ripresa.

Il periodo che stiamo attraversando ha certamente cambiato le nostre vite. Anche dopo la fine del lockdown vi è ancora molta incertezza e i comportamenti delle persone sono dettati dalla prudenza.

Dal 4 maggio e dal cauto ritorno alla normalità sono trascorsi più di due mesi. Crediamo sia il momento di fare un primo punto della situazione, andando a verificare come sono cambiate le abitudini e i flussi di visitatori nei centri commerciali (riaperti dal 18 maggio scorso).

I dati dei nostri contapersone: le visite aumentano lentamente

Grazie ai nostri impianti contapersone e alla nostra piattaforma di Analytics (CheckinWeb), siamo attualmente in grado di analizzare gli accessi e i flussi di visitatori in più di 250 centri commerciali italiani.

Iniziamo dunque l’analisi prendendo a riferimento tutti i Mall che hanno installato i nostri contapersone e osserviamo i dati del periodo 18 maggio – 19 luglio 2020, al fine di valutare in che misura sono aumentate le affluenze nel corso delle settimane dopo la riapertura (linea azzurra). Nello stesso grafico facciamo già un confronto con il 2019 (linea blu) per le settimane corrispondenti (ovvero dalla 21 alla 29), quando del nuovo Coronavirus non vi era traccia:

Confronto riaperture centri commerciali 2020-2019

Dal giorno delle riaperture stiamo sì assistendo ad una ripresa dei Centri commerciali, con un incremento del 24,8%, ma siamo ancora ben lontani dai flussi di visitatori pre-Covid e la differenza media nazionale rispetto al 2019, nel periodo in esame, è del 27,1%. Dopo una crescita pronunciata nelle prime settimane, possiamo notare un appiattimento della curva, con variazioni non così evidenti e un recupero sul 2019 che per il momento sembra essersi interrotto.

Un confronto fra il nord e il resto del paese

Il Covid-19 ha colpito l’Italia in modo differenziato facendo il maggior numero di contagi e di vittime nelle regioni settentrionali. Nelle settimane immediatamente successive la fine del lockdown, questo fattore potrebbe aver influito sui comportamenti delle persone del nord rispetto al resto del paese.

Per confermare o smentire questa ipotesi dobbiamo dare un’occhiata ai dati. La tabella che segue mostra la variazione percentuale degli ingressi nei Centri commerciali rispetto all’anno 2019, nello stesso periodo confrontato in precedenza, differenziando Nord e Centro-Sud-Isole, con il dettaglio dei singoli giorni della settimana.

Variazione percentuale riaperture centri commerciali

Come possiamo notare si registra un calo medio del 27,6% al nord contro il 25,8% delle regioni centro-meridionali e isole, dunque una differenza dell’1,8%.

Il giorno che mostra una differenza media maggiore rispetto all’anno precedente è la domenica, dovuto però in parte allo slittamento nelle riaperture domenicali, avvenuto il 7 giugno. Interessante invece il dato relativo al sabato, giorno tipicamente con le maggiori affluenze: sia al nord che nel resto del paese è il giorno della settimana che perde di più rispetto al 2019, con un valore che al nord è sopra media dell’1%, ed è più alto del 3,2% rispetto al gruppo Centro-Sud-Isole.

Possiamo concludere che risiedere nelle zone d’Italia più colpite (o comunque più a rischio) ha influito solo parzialmente sulle presenze e sul desiderio di ritornare alla normalità, almeno rispetto alla media nazionale. Resta però evidente un dato complessivo: i numeri segnalano differenze nette rispetto al 2019.

La tendenza complessiva per l’anno in corso

In ultimo riteniamo interessante mostrare un grafico che riassuma l’andamento da inizio anno. Quante visite stanno perdendo i Centri Commerciali rispetto al 2019?

Ai primi 6 mesi dell’anno i dati ci parlano di un calo del 38,6%, ovviamente contando anche il “buco” causato dal lockdown. L’incremento di visite immediatamente successivo alle riaperture di metà maggio ha illuso che la strada della ripresa sarebbe stata più rapida, ma già fra giugno e luglio (come visto in precedenza nel dettaglio) si registra un arresto. Si tratta nel suo insieme di un calo importante, e solo il tempo potrà dirci se entro la fine dell’anno le due curve potranno avvicinarsi. Torneremo su questi dati nel corso dei prossimi mesi per mostrarvi la tendenza aggiornata.

Quanto manca ad un completo recupero?

Fare una previsione di quando si potrà tornare alle piene affluenze non è semplice, perché i fattori da considerare sono molteplici. Uno di questi è legato logicamente alla completa risoluzione della pandemia, scongiurando la temuta ipotesi della seconda ondata. Va inoltre considerato che il contingentamento proseguirà ancora per un po’, così come il fatto di seguire scrupolosamente le norme anti-contagio (distanziamento, mascherina e frequente igienizzazione delle mani), e sono entrambi elementi che tolgono “agilità” allo shopping nei Mall.

Un calo così evidente può essere determinato anche da fattori economici, ovvero un ridotto potere d’acquisto delle famiglie e cambiamenti nelle abitudini di consumo a causa dell’emergenza. A questo proposito non bisogna dimenticare l’incidenza di un altro elemento: il mondo degli e-commerce. In espansione costante e in un qualche modo incentivati durante il periodo di quarantena forzata, gli acquisti online stanno togliendo sempre più spazio al classico shopping fisico tra le vetrine. Una problematica già esistente, ma che oggi più che mai pone i centri commerciali (e non solo) davanti a nuove sfide per non perdere troppo terreno.

Da questo punto di vista dotarsi di un efficiente sistema contapersone ed analizzare con accuratezza i dati raccolti, diventa fondamentale per conoscere approfonditamente la propria clientela e rendere sempre più appetibile la propria offerta.